Per decenni il lavoro è stato il pilastro della democrazia. Ha garantito reddito, diritti, welfare; ha dato forza al campo progressista e costruito comunità, sindacati, visioni di futuro. Ma oggi quel patto si è spezzato. L'Italia è uno dei pochi Paesi in cui i salari reali sono fermi da 1991. La precarietà dilaga, i working poor si moltiplicano, milioni di persone non sanno se arriveranno alla fine del mese. E mentre pochi accumulano tutta la ricchezza, una parte sempre più ampia del mondo del lavoro guarda a destra in cerca di protezione e riconoscimento. Questo volume non si limita a registrare la crisi che stiamo vivendo: ne ricostruisce le radici - la flessibilizzazione selvaggia, la stagnazione salariale, la svalutazione culturale del lavoro come valore politico - e indica una via per invertire la rotta. Gli autori propongono una nuova agenda per il centro sinistra, fondata su salari equi, welfare universale e giustizia sociale. Perché ricostruire la sinistra significa tornare dove tutto è cominciato: rimettere il lavoro e la classe al centro. Non per nostalgia, ma per necessità. Perché il lavoro resta l'unica condizione del futuro e la misura della nostra democrazia. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.